Dopo le fasi acute della pandemia, la Pubblica Amministrazione si prepara a ripartire.

Secondo quanto dichiarato dal Ministro Brunetta, infatti, far ripartire la macchina amministrativa è la chiave della ripresa del Paese.

Sarà necessario reclutare decine di migliaia di giovani, oltre alle 100mila persone all’anno del turn over: professionisti ingegneri, informatici, contabili e altre figure professionali, oltre a giovani da affiancare a figure con più esperienza.

Il decreto Reclutamento si propone infatti di investire sul capitale umano. Il patto del 10 marzo coi sindacati interviene su due aspetti: da una parte, si occupa dei dipendenti già in forza alle P.A., assicurando loro progressioni di carriera più fluide, nonché il superamento dei tetti sul salario accessorio per premiare la produttività, puntando inoltre sulla formazione; dall’altro lato sono previsti circa 100mila nuovi ingressi, dotando le P.A. di strumenti atti a reclutare il personale necessario: contratti di apprendistato, incarichi professionali con procedure di affidamento trasparenti, assunzioni a tempo determinato.

Verrà data precedenza al personale più formato, cioè chi è in possesso di un dottorato di ricerca o di un master universitario, o di un’esperienza almeno triennale in organismi nazionali o internazionali. Al decreto Reclutamento sono stati apportati alcuni emendamenti, tra cui uno che prevede che anche i giovani professionisti possano ambire agli incarichi nella P.A. per il Recovery Plan, nonché un altro che prevede la caduta del requisito dell’iscrizione a un albo od ordine da almeno cinque anni per la partecipazione alle selezioni; inoltre l’offerta si estende anche a professioni non ordinistiche (l. 4/2013).

Sarà poi attivato il Portale del reclutamento, già attivo dal momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per quanto riguarda l’inserimento dei curricula, e a partire da settembre sarà possibile trovarvi i bandi e gli avvisi Pnrr.

Un altro emendamento al dl Reclutamento, poi, va incontro alle richieste degli enti locali, prevedendo comunque la necessità del nulla osta da parte dell’amministrazione di appartenenza per quanto riguarda la mobilità in Comuni, Province, Città metropolitane e nella sanità; negli altri comparti il nulla osta sarà necessario solo per il personale non sostituibile e nelle amministrazioni con carenza di organico di almeno il 20% nella qualifica interessata. La mobilità fra amministrazioni dei dirigenti, invece, non incontra più i limiti percentuali.

Si va quindi verso la conversione del dl in oggetto entro il 9 agosto: manca il passaggio alla Camera, che dovrà però limitarsi alla sola ratifica.

Gazzetta Ufficiale

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