Obiezioni sorgono da parte del Ministero dell’Economia e Finanza in merito alla pre-intesa per il rinnovo contrattuale 2019/21. Infatti nei giorni scorsi la Ragioneria generale dello Stato ha formulato una serie di osservazioni al testo dell’accordo firmato fra Aran e sindacati il 4 agosto scorso. In particolare a essere finita sotto esame sembra la declinazione particolare dell’area delle «elevate qualificazioni». Questa quarta area è stata introdotta dal decreto Reclutamento (Dl 80/2021) con l’obiettivo di rafforzare le strutture tecniche delle Pubblica Amministrazione e di rappresentare un approdo potenziale per gli esperti chiamati per l’attuazione del Pnrr. Negli enti locali va, nei fatti, a sostituire il meccanismo attuale delle «posizioni organizzative», cioè degli incarichi aggiuntivi (a tempo) assegnati a una quota del personale con mansioni più complesse.

Il Ministero dell’Economia nutre dunque qualche dubbio sul fatto che una simile impostazione risponda alle richieste della legge. Le richieste di chiarimenti coinvolgono poi alcune delle tante «sezioni speciali» che il contratto riserva alle professionalità specifiche in un mondo come quello degli enti locali che è largamente il più variegato all’interno della Pa.

Si attende, perciò, risposta dall’Aran, che al momento è altresì impegnata nel confronto sulla sanità.

Il rinnovo, dunque, arriva in ritardo rispetto al triennio di riferimento, ma è altresì da segnalare che il rinnovo arriva dopo una pioggia di norme che sull’urgenza del Pnrr hanno rivisto molti aspetti cardine nell’organizzazione del pubblico impiego, affidandone l’attuazione proprio ai contratti.

 

Fonte: ll Sole 24 Ore

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